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19-12-2007
L’opposizione chiede tempo e La Loggia invia foto con l’area allagata
 
Il campo va in Consiglio, tra tanti dubbi e ostilità.
 
VA IN CONSIGLIO COMUNALE IL PROGETTO DEL CAMPO NOMADI RIVEDUTO E CORRETTO.

Due sedute della commissione Politiche sociali, lunedì e mercoledì, sembrano aver sedato i dubbi di quella parte della maggioranza che pareva decisa a rimandare la discussione sul progetto.

Dopo una riunione notturna della Giunta, mercoledì sera, il sindaco Angelo Ferrero e l’assessore alla Politiche sociali, Silvia Di Crescenzo, mandano avanti la proposta.

«Finalmente siamo arrivati alla definizione di un progetto importante, che la città aspetta da tempo perchè determinante su due filoni: la legalità e la solidarietà - commenta il primo cittadino - Da qui comincia la fase più importante, che non riguarda solo la costruzione effettiva del campo, ma soprattutto la definizione del regolamento per l’inserimento dei nomadi e l’accompagnamento sociale».

Sparite le isole esagonali previste in un primo tempo, il nuovo disegno dell’area attrezzata alla Cascina Ginestra prevede 21 piazzole di sosta rettangolari, con acqua, luce, fognatura. Lì dovrebbero confluire gli 82 apolidi, che compongono le 27 famiglie oggi riconosciute dal Comune come stanziali in città. Oltre al campo, l’operazione Rom a Moncalieri: percorsi di integrazione per le famiglie del territorio include l’ipotesi di percorsi per l’inserimento sociale e un patto per la legalità, che i nomadi coinvolti dovranno sottoscrivere per avere il posto. Sulle barricate resta l’opposizione, che annuncia battaglia nella seduta consigliare prenatalizia di venerdì 21 dicembre.

In commissione Alleanza Nazionale, Forza Italia e Lega Nord chiedono tempo per valutare soluzioni alternative al campo che, secondo il centrodestra, trasferirebbe soltanto il problema nomadi ai margini della città, in un’area a rischio troppo vicina al torrente Chisola e priva di servizi, con costi economici e sociali da valutare, senza garanzie che i nomadi siano in grado di fare anche economicamente la loro parte per pagare le utenze che avrebbero a carico.

Non si placa nemmeno la battaglia di cittadini e Comune di La Loggia, per nulla soddisfatti di ritrovarsi l’accampamento a ridosso del confine. Nei giorni scorsi La Loggia ha fornito immagini dell’alluvione del 1994, con la zona interessata allagata. Intanto il comitato spontaneo di cittadini ha raccolto circa 1.500 firme contro il progetto moncalierese.


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